La U21 ha chiuso la stagione 2025/26 di Hoval Promotion League al 15° posto, conquistando la salvezza con due giornate di anticipo e centrando l’obiettivo principale del proprio campionato. Un risultato positivo, ottenuto dentro una categoria complessa, nella quale la squadra ha dovuto unire competitività, formazione e capacità di adattamento.
Il percorso dei Bianconeri è stato diviso in due fasi abbastanza nette. La prima parte di stagione ha dato segnali importanti, con una squadra capace di raccogliere punti pesanti e di chiudere il girone d’andata con soddisfazione. Nel ritorno, invece, il cammino è diventato più complicato, anche a causa dei cambiamenti intervenuti all’interno del gruppo e di alcune assenze pesanti. «Il bilancio della nostra stagione è positivo, considerando le difficoltà date dalla categoria», ha spiegato l’allenatore Andrea Vitali.
UNA CATEGORIA FORMATIVA
La salvezza rappresentava un obiettivo sportivo, ma anche una condizione fondamentale per continuare a offrire ai giovani bianconeri un contesto di crescita di alto livello. La Hoval Promotion League resta infatti un campionato esigente, nel quale le U21 si confrontano con squadre fisiche, esperte e abituate al calcio degli adulti.
Proprio per questo, la permanenza in categoria assume un valore ancora maggiore: «L’importante è dare anche l’anno prossimo ai nostri giovani la possibilità di giocare nella categoria più alta possibile per noi, insieme alle altre U21 della nazione», ha sottolineato Vitali. Una frase che sintetizza bene il senso del progetto: competere per crescere, ma anche crescere attraverso la competizione.
La seconda parte di stagione ha messo il gruppo davanti a difficoltà importanti. Alcuni giocatori hanno preso strade diverse, mentre due infortuni gravi hanno aperto spazio all’inserimento di ragazzi ancora più giovani. Un passaggio non semplice, ma coerente con la missione della U21: accompagnare le giovani promesse nel salto tra academy e calcio degli adulti, con tempi, responsabilità e richieste diverse.
SALVEZZA E PASSAGGIO IN PRIMA SQUADRA
Dentro una stagione con momenti positivi e altri più complessi, la squadra ha trovato risultati pesanti nel momento in cui serviva. Il pareggio conquistato a Bienne, la vittoria contro il Kreuzlingen prima della pausa e i successi casalinghi contro Brühl e Basilea U21 hanno rappresentato passaggi importanti nel percorso verso la salvezza.
Allo stesso tempo, la stagione ha confermato il ruolo della U21 come ponte verso la Prima squadra. Ilija Maslarov e Gjan Ajdin hanno infatti fatto il proprio esordio in Brack Super League con la squadra guidata da Mattia Croci-Torti, un segnale incoraggiante della funzione formativa del gruppo di Vitali e del collegamento tra il percorso giovanile e il calcio professionistico.
È proprio su questo passaggio che si misura una parte importante del lavoro quotidiano. «Il passo più difficile è riuscire a responsabilizzare i ragazzi e renderli più autonomi nelle decisioni dentro e fuori dal campo», ha spiegato Vitali.
BASI PER CONTINUARE IL PERCORSO
La stagione si chiude quindi con una salvezza raggiunta, un gruppo che ha attraversato momenti diversi e un obiettivo formativo confermato dai passaggi in Prima squadra. Le sconfitte e le difficoltà del ritorno non cancellano il valore del percorso, ma ne rappresentano una parte essenziale. «Il percorso dei grandi accelera la maturazione dei ragazzi, soprattutto durante i periodi difficili», ha ricordato Vitali.
Guardando alla prossima stagione, la direzione resta la stessa: continuare a dare ai giovani bianconeri l’opportunità di competere in una lega altamente formativa, con quel mix di esperienza e gioventù che caratterizza il percorso delle U21. La stagione 2025/26 lascia dunque in eredità una salvezza importante, ma soprattutto la conferma di un ambiente nel quale crescere, sbagliare, imparare e prepararsi al passo successivo.
