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FARI PUNTATI CON VITTORIO BRUNI
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FARI PUNTATI CON VITTORIO BRUNI

12 marzo 2026

Da dieci anni è una presenza discreta ma costante nello spogliatoio bianconero. Vittorio Bruni Prenestino - per tutti semplicemente “Vito” - è il massaggiatore della Prima squadra del FC Lugano, una figura che nel tempo è diventata molto più di un semplice professionista al servizio dei giocatori: un punto di riferimento quotidiano, capace di unire competenza, ascolto e grande umanità.

Lo scorso 24 gennaio, prima della sfida contro il FC Winterthur a Cornaredo, il Club ha voluto celebrare proprio questo traguardo, premiando Vito per i suoi dieci anni di militanza in bianconero. Un momento speciale, vissuto davanti al pubblico di casa e carico di significato per chi, come lui, vive lo spogliatoio ogni giorno lontano dai riflettori.
«È stata una bella soddisfazione - racconta - perché dopo aver lavorato dieci anni per il FC Lugano essere premiato è sempre una cosa piacevole».

Guardando indietro, Bruni descrive il suo percorso con semplicità e con il sorriso di chi ha vissuto un’esperienza intensa. «Sono stati dieci anni passati velocissimi, molto piacevoli, con grandi soddisfazioni e con traguardi importanti raggiunti insieme alla squadra».

Tra i ricordi più vividi dei suoi primi giorni in bianconero c’è l’incontro con uno degli allenatori più iconici passati da Lugano. «Il primo giorno di lavoro è stato abbastanza teso - racconta - perché arrivavo in un mondo nuovo e mi sono trovato davanti un personaggio come Zeman, che avevo sempre visto sui giornali o in televisione». Una tensione iniziale durata poco: «Una bellissima persona, mi ha messo subito a mio agio».

Negli anni Bruni ha lavorato con diversi allenatori, instaurando sempre rapporti di grande collaborazione. Tra questi anche quello attuale con Mattia Croci-Torti, che conosce da molto tempo. «L’ho incontrato la prima volta quindici anni fa, da quando era giocatore a Chiasso. Poi l’ho ritrovato qui prima come assistente e poi come allenatore. Abbiamo un bellissimo rapporto di amicizia: io supporto lui e lui supporta me».

Se il suo lavoro è quello di prendersi cura dei giocatori dal punto di vista fisico, il rapporto che si crea nello spogliatoio va spesso oltre l’aspetto professionale. «Cerco sempre di andare d’accordo con tutti e di essere amico con tutti», spiega. Il lettino dei massaggi diventa così anche un momento di dialogo, nel quale i giocatori si confidano e condividono pensieri ed esperienze. «Molti sono lontani da casa e hanno bisogno anche di qualcuno che li ascolti». Non a caso, nel tempo con alcuni di loro è nato anche un rapporto di vera amicizia, come con Fabio Daprelà, Mattia Bottani e Jonathan Sabbatini.

Dietro il massaggiatore della Prima squadra c’è quindi una figura che, giorno dopo giorno, contribuisce alla vita dello spogliatoio con professionalità, discrezione e grande umanità. Un ruolo spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale nel percorso quotidiano della squadra.