Dopo il pareggio casalingo contro il Servette FC, Mattia Croci-Torti analizza con lucidità una partita condizionata dall’emergenza, soprattutto a centrocampo. Il tecnico bianconero non cerca alibi, ma spiega con chiarezza il contesto in cui è maturato l’1-1 di Cornaredo.
«Abbiamo provato a sfangarla, erano le uniche possibilità che avevamo – spiega –. Non avevamo la qualità che di solito ci contraddistingue e questo era chiaro fin dall’inizio. Finché le energie e la qualità di Carbone e Kendouci in uscita palla hanno tenuto, la squadra ha fatto una discreta partita. Poi è diventato tutto più difficile».
Il tecnico sottolinea come, nel secondo tempo, sia mancata soprattutto la capacità di recuperare palloni e tenere alto il ritmo: «La verità è semplice: non abbiamo recuperato una palla. Non abbiamo vinto un contrasto, una seconda palla. Il Servette poteva fare quello che voleva perché non riuscivamo ad uscire forti su di loro».
UN LUGANO IN EMERGENZA
Croci-Torti insiste sul contesto della partita, segnato da numerose assenze e da giocatori in campo non al meglio. «Lukas Mai è rientrato da poco e nel finale non riusciva più a calciare, Papadopoulos è infortunato e ha dovuto adattarsi in un ruolo diverso. Quando dietro sei bloccato, anche le idee vengono a mancare. Oggi eravamo in totale emergenza: un reparto intero assente e un altro con i cerotti».
Nonostante tutto, l’allenatore ha voluto sottolineare l’impegno dei suoi: «Devo ringraziare chi ha giocato fuori ruolo, come Dos Santos e Maslarov negli ultimi minuti. Hanno dato tutto per la squadra. Non abbiamo vinto, ma nessuno può togliere loro lo spirito con cui hanno lottato».
IL GOL SUBITO E LE POCHE ENERGIE
Sul pareggio del Servette, arrivato nel finale, Croci-Torti invita a guardare l’andamento complessivo della ripresa: «Purtroppo non devi lasciare trenta minuti gli avversari nella tua metà campo. Più restano lì, più aumentano le possibilità di subire gol. Nel secondo tempo c’è stata una grande differenza di energie».
Il tecnico ammette anche le difficoltà di chi è subentrato: «Quando Steffen è entrato, la squadra era già in difficoltà. Ha fatto fatica, come tutti, ma non possiamo addossargli tutte le colpe».
CARBONE E LE SOLUZIONI D’EMERGENZA
Spazio anche all’esordio di Joao Carbone, lanciato titolare in una situazione complicata: «Dopo gli infortuni sulla sinistra di Marques, Alioski e Delcroix, le squadre ci studiano e ci pressano lì dove siamo in difficoltà. Con Carbone abbiamo cercato di attaccare la profondità. Era una situazione d’emergenza e ha fatto quello che doveva fare».
SGUARDO AL BASILEA
Domenica al St. Jakob-Park torneranno a disposizione i centrocampisti squalificati, ma le incognite restano sulle condizioni dei difensori: «Devo capire come stanno quelli dietro. Non ho nessuna intenzione di piangermi addosso: sono cose che succedono nel calcio».
Una serata complicata, dunque, ma anche un passaggio da gestire con lucidità. Il prossimo appuntamento è già alle porte: tra pochi giorni il FC Lugano tornerà in campo a Basilea per cercare di ritrovare energia e risultati.
