Vendere giocatori e consolidare la società
In concomitanza con la ripresa degli allenamenti il FC Lugano ha organizzato a Cornaredo una conferenza stampa per presentare la struttura societaria che ha visto di recente l’entrata di Gianni Lovato quale responsabile dell’area tecnica a fianco di Marco Padalino, direttore sportivo. L’incontro con i giornalisti è stato aperto dal presidente Angelo Renzetti che ha contestualizzato l’arrivo del nuovo dirigente. “E’ un momento di difficoltà generale dovuto alle conseguenze della pandemia: le società sono confrontate con minori entrate e il mercato è molto più complicato del solito. Dobbiamo essere attenti e allargare gli orizzonti per questo abbiamo pensato di aggiungere al nostro organico una figura competente che è stato giornalista ma anche direttore generale e direttore sportivo, conosce tutti gli anfratti del calcio italiano e non solo. Vogliamo ampliare il nostro raggio di azione sia a livello societario sia a livello di mercato e di sinergie con altri club: questo non lo può fare solo Marco Padalino che fa già tanto e tiene pure i contatti tra giocatori e staff. Il raggio di azione generale si amplia, ci sono trattative per la cessione e ogni giorno ricevo offerte di giocatori, la nuova figura deve aiutarci. Sappiamo che dobbiamo ampliare l’apparato societario per vendere in toto o parzialmente il club. Vorrei mantenere il valore tecnico della squadra, strategicamente abbiamo 14 partite nel girone di andata e vorremmo puntare sul gruppo che ha terminato la stagione. Poi nel ritorno con 24 gare ci sarà un altro mercato e vedremo il da farsi. Da indiscrezioni fatte si è detto che Lovato è in rapporti di amicizia con l’imprenditore italo-canadese Bellini ma è importante dire che non abbiamo mai parlato con lui. Ci siamo detti quando verrà in Europa lo incontreremo; tutte le illazioni fatte in proposito ci possono fare solo del male.”
-Presidente lei prende a bordo una figura importante e sembrerebbe quindi che intenda proseguire il suo progetto, però parla anche di cessione del club. Come si trova in questo punto del suo percorso a Lugano?
“Il discorso è semplice: se desidero vendere qualcosa devo consolidarla, non posso cedere un prodotto che non funziona. Il mio intuito mi dice che in questo momento dobbiamo dare un’immagine costruttiva, la società in questi anni è migliorata a tutti i livelli con il dir. Campana e i suoi collaboratori (vedi il marketing). Devo ringraziare tutti perché hanno lavorato veramente bene. Ora c’è un problema di mercato e ho dovuto assumere una figura che si possa muovere in questo senso ma anche a livello di agganci societari. Abbiamo sul tavolo alcune offerte concrete scritte di acquisto delle azioni e dobbiamo valutarle.”
-Come è entrato in contatto con Gianni Lovato?
“Si era interessato per capire se la società era in vendita, da lì c’è stata conoscenza e poi stima reciproca; ci siamo incontrati più volte, è venuto a vedere le partite. Mi sono detto creiamo una società solida anche con il suo aiuto e poi andiamo avanti con qualche sostegno esterno o sarà più facilmente cedibile.”
-Gianni Lovato si è presentato in questo modo.
“Sono una persona che nella vita ha sempre cercato di migliorare accettando anche sfide o situazioni che comportavano novità, sono naturalmente curioso e desideroso di migliorare. Questa di Lugano è una sfida perché esco dalla mia comfort zone, da situazioni che conosco bene per entrare in un mondo che è vicino ma che ha delle sue peculiarità com’è normale che sia. Entro tra l’altro in un club che sta facendo molto bene: è una società che in questi anni ha ottenuto risultati tutt’altro che scontati. Ho assistito alle partite del Lugano dopo il lockdown e ho avuto modo di apprezzare il lavoro fatto. Ho sempre visto in campo una squadra coesa, vogliosa di lottare e questo conferma che si è lavorato bene a livello di staff e di dirigenza. Come ha detto il presidente la mia speranza e volontà è quella di riuscire a mettere un tassello in più all’interno di una società che già funziona e che ha ottime professionalità.”
-Si è parlato del signor Bellini: che cosa dice lui?
“Quando e se avrà qualcosa da dire la dirà lui. Ci tengo a disegnare bene la realtà come ha già fatto il presidente. Ho la fortuna di essere amico di Bellini e della sua famiglia. Mi chiamò quando decise di prendere l’Ascoli Calcio a dirigere la società e fu anche un’esperienza fortunata perché il primo anno salimmo subito in serie B. Quindi massima stima e amicizia ma parliamo comunque di un imprenditore che è uscito dal calcio pur se lo ama, magari un giorno potrebbe rientrare (ma lo sa solo lui). Siamo a uno stadio veramente embrionale della cosa perché al netto della volontà di Bellini e di tutte le situazioni, siamo in un momento storico veramente particolare. Parliamo di una persona che vive al di là dell’Oceano e che è difficile anche solo da incontrare in questi mesi di emergenza sanitaria. In definitiva non c’è nulla nemmeno di abbozzato se non la volontà di incontrarsi. Tra l’altro ho il mandato di sentire chiunque possa seriamente aiutare a migliorare la situazione esistente.”
-Avrà più compiti, oltre a quello di tessere relazioni per il futuro societario, anche di operare sul mercato.
“Assieme a Marco Padalino, che è una figura importante capace. Ogni volta che abbiamo parlato di calcio abbiamo trovato corrispondenza assoluta.”
Il previdente Renzetti aggiunge che “le cose da fare sono tante anche a livello di Team Ticino per fare un esempio. Stiamo riorganizzando tutto, c’è tranquillità e serenità. Non possiamo più permettere di far partire giocatori senza che si sappia chi li ha presi, chi li ha dati, se hanno pagato o meno. I giovani sono molto importanti: il Team Ticino conta attualmente 13 giocatori nelle diverse nazionali giovanili e le loro carriere vanno curate da vicino sul piano tecnico ed economico, per salvaguardare gli investimenti fatti. E’ un ambito che desideriamo sviluppare e Gianni può darci una mano con l’esperienza che ha accumulato. Ma l’intenzione è quella di puntare sui giovani e non di cederli, viste anche alcune esperienze non felici del passato. Poi c’è il discorso di scouting, con Manari si è lavorato bene finora (ad esempio scoprì Ceesay in Africa). Anche lì ci attendiamo una mano da Lovato. Ripeto sempre che l’Italia per noi calcisticamente è come un laghetto a pagamento: basta mettere l’amo e il pesce lo prendi sempre. Tutti sono innamorati del calcio e vogliono praticarlo. I giovani vogliono venire qui perché giù per certi versi c’è una sorta di giungla, con raccomandazioni, bustarelle e quant’altro.”
-Cosa si può dire sul mercato?
“Siamo ripartiti stamane con 29 giocatori sotto contratto. Prima di fare qualsiasi altro movimento dobbiamo alleggerire la rosa e il monte-ingaggi. I primi a uscire sono gli elementi in scadenza di contratto o che non fanno più parte del progetto tecnico, ma non sono facili da piazzare. Per i titolari, man mano che avremo la fortuna di cederne qualcuno lo sostituiremo. Ci sono trattative in corso ma nulla di definito. Siamo un po’ tutti a bagno maria in questo momento: prima ci si deve preoccupare delle uscite, non sappiamo quanti spettatori avremo, quanti abbonati e via dicendo. Ci sono tante incognite che mi danno un po’ di apprensione.”
-E’ prematuro rinforzare la presenza di giovani in prima squadra per sopperire a eventuali partenze?
“I giovani vanno inseriti in una realtà che li possa valorizzare. Devi fare loro un contratto e così facendo gli dai delle aspettative ma non puoi fargli fare il trentesimo o trentunesimo della rosa. Dobbiamo prima far uscire almeno otto o nove elementi per poterli sostituire con dei giovani. Certo questo è un momento favorevole per lan care qualche ragazzo e l’abbiamo dimostrato anche in finale di campionato. Con cinque cambi è un’occasione giusta: se non ci fossero stati proabilmente Lungoyi non l’avremmo visto e Guidotti solo col contagocce perché si ha sempre un po’ di reticenza visto che il nostro campionato è difficilissimo e devi sempre stare attento a salvarti. Con le cinque sostituzioni anche loro acquistano fiducia, Lungoyi si è quasi preso un posto da titolare. Sul mercato vorrei fare un’aggiunta frutto dell’esperienza di tutti questi anni. I giocatori anche bravi che arrivano da fuori hanno bisogno di qualche mese per adattarsi al nostro calcio, penso che il gruppo sia la vera forza della squadra ed è su quello che punteremo.”
-Signor Lovato quali sono le logiche e peculiarità del calcio svizzero che l’hanno più colpita nel bene e nel male?
“Da un punto di vista prettamente tecnico sicuramente è apprezzabile il fatto che si giochi ogni partita con la voglia di vincerla. Nel Lugano ho apprezzato una squadra che in qualsiasi momento, anche in partite (come a Ginevra) dove rimase in dieci cercò ciononostante di vincere. Il calcio italiano da questo punto di vista è molto più conservativo. Per il resto, in attesa di conoscere meglio le situazioni, è apprezzabile il fatto di poter schierare cinque extracomunitari. Se ben gestito con lo scouting può portare grossi vantaggi a una società, perché può aprire prospettive enormi sul piano tecnico ed economico.”
-Presidente: a che punto sono le trattative con Maurizio Jacobacci?
“Ci siamo incontrati ieri e ci siamo accordati su un contratto annuale come da sua richiesta, lo stiamo allestendo. Non comprendo perché si è creata enfasi su questa cosa: siamo soddisfatti del mister e gli avevamo fatto un contratto a tempo indeterminato perché se ci fossero stati cambiamenti societari non potevamo accollarci il contratto di Celestini ancora parzialmente in essere, quello di Jacobacci e l’eventuale tecnico portato dalla nuova priorità. Era un atto dovuto ma se Maurizio desidera un accordo annuale a noi sta bene. Ci stiamo attivando. Ripeto siamo contenti del mister; è stato bravo a interagire con lo staff che si è creato negli anni, c’è empatia con lo spogliatoi e Jacobacci ha interagito bene, ciò che unito alla sua pragmatici e professionalità ha portato a dei risultati. “
-A Padalino vorrei chiedere come va la collaborazione con Lovato e se sente la pressione sul dover vendere giocatori più che ingaggiarli?
“Quello che ha detto Gianni è vero: collaboriamo da un mese e ci troviamo su molte idee calcistiche. Gli equilibri che si sono creati negli anni verranno mantenuti. Sul mercato, come ha detto il presidente, riceviamo ogni giorno profili interessanti ma rispondiamo a tutti che dobbiamo prima pensare alle uscite. Non credo che la nostra situazione sia molto diversa da quella di altre società svizzere o straniere. Anche il presidente guarda le offerte, si emoziona ma poi dice che non possiamo permetterci in questo momento di fare acquisti. Il mercato in entrata è chirurgico: sostituiamo i giocatori usciti. Abbiamo ingaggiato in prestito dal Valencia un terzino sinistro (Guerrero) al posto di Yao e abbiamo in prova un giovane difensore nigeriano che ha fatto bene in Slovenia.”