Una serata da dimenticare: Lugano sconfitto allo Stade de Genève
Il Lugano esce dallo Stade de Genève con una sconfitta pesante per 3-0 contro il Servette, in una partita che ha messo in luce le difficoltà dei bianconeri nell’affrontare una squadra ben organizzata. Nonostante l’espulsione di Cognat al 59’, i ticinesi non sono riusciti a sfruttare la superiorità numerica e a ribaltare un match dominato dai padroni di casa. Ora, il focus si sposta sul prossimo impegno di Coppa Svizzera contro l’Yverdon.
Un inizio in salita
Dopo un minuto di silenzio in memoria di Raymond Maffiolo, leggenda del Servette, lo Stade de Genève accoglie i suoi beniamini con un tifo caloroso, che si fa sentire sin dai primi minuti. L’atmosfera spinge i padroni di casa a partire forte, e il Lugano si trova subito in difficoltà. El Wafi viene ammonito al primo minuto, e sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Severin colpisce l’asta, mettendo in allarme la retroguardia bianconera.
Nei primi dieci minuti, il Lugano non riesce a uscire dalla propria metà campo e subisce la pressione granata, con entrambi i centrali ammoniti prima del 10’. Un avvio complesso per una difesa già rimaneggiata.
Servette pericoloso, Lugano timido
Al 13’, i bianconeri provano a reagire: Dos Santos conduce palla fino al limite dell’area avversaria, ma il tiro di Bottani è troppo debole per impensierire Frick. La risposta del Servette è immediata, con Kutesa, capocannoniere della Super League, il cui tiro deviato finisce in calcio d’angolo.
Il Servette continua a spingere e si rende pericoloso al 18’ con Stevanovic, un potente tiro obbliga Saipi a un intervento difficile per deviare in angolo. Tre minuti dopo, ancora Severin colpisce l’asta per la seconda volta, lasciando i tifosi bianconeri col fiato sospeso.
Un assedio continuo
Alla mezz’ora, è ancora Stevanovic a provarci con un tiro simile al precedente, ma ancora una volta Saipi risponde presente, deviando in angolo. Al 39’, Kutesa si rende protagonista di una cavalcata dalla propria area fino al limite di quella luganese, ma il portiere kosovaro si oppone nuovamente, confermandosi fondamentale per tenere a galla i suoi.
Sul finale del primo tempo, un errore in impostazione di Bottani regala al Servette un pericoloso contropiede in superiorità numerica, ma Mai interviene con un recupero provvidenziale per evitare guai peggiori. Prima del duplice fischio, il Servette sfiora ancora il vantaggio con un tiro da fuori di Tsunemoto, bloccato in due tempi da Saipi.
Primo tempo da dimenticare
Il Lugano fatica a trovare spazi e si lascia schiacciare dai ginevrini per tutti i 45 minuti. La difesa bianconera, nonostante le difficoltà, resiste grazie a un Saipi in grande forma. Sul finire della prima frazione, il VAR richiama l’arbitro per un potenziale tocco di braccio di Marques in area. La situazione genera confusione, sia tra il pubblico che tra gli addetti ai lavori. Dopo una breve revisione, l’arbitro decide che non ci sono gli estremi per assegnare il calcio di rigore e manda le squadre negli spogliatoi sullo 0-0.
Aria di reazione
Il secondo tempo inizia con due cambi tra le fila del Lugano: fuori Marques e Belhadj, dentro Valenzuela e Grgic. L’ingresso del centrocampista svizzero sembra dare maggiore sicurezza e velocità nella costruzione del gioco, permettendo ai bianconeri di gestire meglio il possesso palla e contenere gli attacchi avversari.
Servette sblocca il risultato
Nonostante un approccio più ordinato, al 55’ il Servette passa in vantaggio. Una rapida ripartenza porta Kutesa al tiro, respinto da Saipi, ma il pallone finisce sui piedi di Crivelli, che da pochi passi realizza l’1-0 tra il boato dei quasi 10’000 spettatori presenti.
Espulsione di Cognat e la reazione del Lugano
Al 59’, l’arbitro lascia inizialmente correre su un contrasto che vede Valenzuela finire a terra. Tuttavia, il VAR richiama il direttore di gara che, dopo aver rivisto l’episodio, estrae il cartellino rosso diretto per Cognat, colpevole di un’entrata scomposta ai danni del numero 23. Il Servette resta così in dieci uomini per oltre mezz’ora.
Il Lugano prova a sfruttare la superiorità numerica, ma fatica a creare vere occasioni da gol. Al 67’, El Wafi ci prova di testa su un cross ben calibrato di Grgic, ma il portiere Frick blocca facilmente. Poco dopo, mister Croci-Torti opera altri cambi: dentro Bislimi e Mahou al posto di Dos Santos ed El Wafi, con Doumbia che arretra a ricoprire il ruolo di centrale difensivo.
Occasioni sprecate e il raddoppio ginevrino
I bianconeri iniziano a prendere più iniziativa. Al 73’, Bottani colpisce di testa, seguito poco dopo da un tiro da fuori area di Valenzuela, ma entrambe le conclusioni mancano di precisione. Al 75’, il mister tenta il tutto per tutto, inserendo Vladi al posto di Bottani. L’impatto del cambio è immediato: un minuto dopo, una veloce combinazione tra Bislimi, Steffen e Przybylko porta quest’ultimo al tiro, ma Frick si supera, negando il pareggio con una parata decisiva.
L’inerzia positiva del Lugano viene spezzata al 82’. Un ottimo pallone di Tsunemoto trova l’inserimento del neo entrato von Moos, che si fa strada abilmente nella difesa avversaria e scarica al centro dell’area verso l’ex di giornata, Rouiller, che insacca il 2-0.
Rouiller chiude i conti
Non contento, Rouiller mette la parola fine al match pochi minuti dopo, con un’incornata potente sugli sviluppi di un calcio di punizione, firmando la rete del 3-0 al 87’.
Negli ultimi minuti, il Lugano tenta di gestire il possesso palla più per orgoglio che per reale incisività offensiva. La squadra esce dallo Stade de Genève con una pesante sconfitta, evidenziando lacune sia in fase difensiva che offensiva. Con questa sconfitta i bianconeri restano al secondo posto, ma perdono l’occasione di balzare in testa al campionato.
Prossimi impegni: un’opportunità per rialzarsi
I numerosi cambi nella formazione iniziale, influenzati da infortuni, squalifiche e competizioni europee, hanno complicato la prestazione odierna. Tuttavia, questa battuta d’arresto può rappresentare un’importante lezione per affrontare con maggiore determinazione i prossimi impegni. L’occasione per riscattarsi arriverà già mercoledì 4 dicembre alle ore 20:30, quando i bianconeri sfideranno l’Yverdon negli ottavi di finale di Coppa Svizzera, con l’obiettivo di proseguire il cammino su tutti e tre i fronti.
Il commento del mister
«Oggi non si salva niente, se vogliamo vincere il campionato non possiamo fare una prestazione del genere, sopratutto quella dei primi 45 minuti. Ma c’è da fare i complimenti al Servette, che non solo ha giocato una grande partita ma ha saputo sfruttare le nostre debolezze. Giocare contro di loro non è mai facile, e quando hanno preso il cartellino rosso sono stati abili nel chiudersi in difesa e non lasciarci spazio. Ancora una volta complimenti al Servette per come ha saputo metterci in difficoltà, oggi sono stati meglio di noi su tutti i fronti.»