"Rosa al completo e voglia di far bene"

“Rosa al completo e voglia di far bene”

Domenica alle 16 il Lugano sarà di scena a Basilea per la sedicesima giornata del tribolato (dal profilo del calendario) campionato di Super League. La squadra si è allenata venerdì mattina ed effettuerà la rifinitura nel pomeriggio di sabato prima di intraprendere la trasferta.

Alle 13 il tecnico Maurizio Jacobacci ha incontrato i giornalisti: la prima domanda ha riguardato la collocazione del Lugano in questo campionato. Va considerato tra le grandi o l’atteggiamento dell’allenatore e dell’ambiente è sempre quello di puntare alla salvezza?

“Ripeto per l’ennesima volta che la nostra mentalità è di scendere in campo sempre per vincere e questo la dice lunga. Quando affermo di voler raggiungere il più presto possibile i 39 punti dell’ipotetica quota salvezza parlo chiaro. Non sto dicendo che desideriamo raggiungere questi punti alla 36.esima giornata. Vogliamo arrivarci al più presto, quindi significa che siamo ambiziosi. Una volta raggiunta la quota vogliamo avere delle partite nelle quali possiamo andare a raccogliere qualcos’altro.  Chi vuole capire il discorso lo capisce. Non è che vogliamo accontentarci dei 39 punti.”

-E’ un messaggio che passa anche all’interno del gruppo, c’è voglia di alzare un po’ il tiro?

“Oggi siamo terzi in campionato. Il Basilea ha tre punti di vantaggio ed è una società che ha tante cose più di noi. Dal budget ai giocatori quasi tutti ex internazionali o nazionali. Se si guarda la rosa a  loro disposizione è un grande organico. Quindi dobbiamo stare attenti a sostenere che abbiamo una rosa più forte delle altre. Domenica affronteremo proprio i renani, in casa loro. Sarà un impegno molto duro e difficile com’è stato quella di San Gallo. Io reputo anche i sangallesi una buona squadra, hanno elementi giovani di grande livello e lo dimostrano anche quest’anno. Tornando a domenica affronteremo una squadra che ieri è andata a vincere 3-2 a Sion, terreno mai facile. E il risultato non dice tutto del dominio basilese che è durato almeno 75′, le reti potevano essere anche di più. Ci attende una partita veramente difficile. Detto questo, conosciamo il nostro livello, abbiamo qualità importanti e vogliamo sicuramente andare là a fare risultato. Il Lugano a Basilea negli ultimi anni ha vinto in una sola occasione. Poi siamo stati bravi l’ultima volta a pareggiare 4-4, anzi avremmo meritato di più, se pensiamo che  sul 3-4 abbiamo avuto una grossa occasione con Janga: si sarebbe potuta chiudere la partita. Abbiamo dimostrato quel giorno che anche in attacco ci facciamo valere, segnare quattro reti al St. Jakob Park non è da tutti.”

-Come si è visto anche a Sion giovedì sera Kasami sembra il vero trascinatore di questo Basilea. Gli riserverete un’attenzione particolare?

“No, Kasami è un eccellente centrocampista che segna anche tanti gol. Ma loro possono contare anche sui vari Frei e Zuffi per non dimenticare Stocker, Cabral (che ieri non ha giocato), van Wolfswinkel (che lavora tanto per la squadra e a Sion ha pure segnato), Pululu, Zhegrova. Oltre ai difensori Widmer, Petretta, Klose e Cömert. Una gran bella rosa. Se vogliamo andare a cercare punti dobbiamo disputare una signora partita, solidi difensivamente come contro l’YB nel primo tempo e davanti quando ci creiamo occasioni essere cinici e sfruttarle. Non ne avremo tante di palle-gol.”

-Con il San Gallo è entrato nel finale Macek che è risultato subito decisivo. Vuol dire che dalla panchina scalpitano i giocatori non in campo dal primo minuto?

“Me lo auguro, è giusto che sia così. Ho sempre detto che non abbiamo solo 11 titolari, ma una rosa di titolari. Quando manca uno può inserirsi un altro, ognuno con le proprie qualità e caratteristiche ma con la stessa voglia di far bene. Questo è importante. Attualmente abbiamo tutti a disposizione ad eccezione del portiere Osigwe. Ciò significa che la rosa vive, tutti hanno voglia di far parte del gruppo, purtroppo ci sono giocatori che devono sedersi in tribuna anche se meriterebbero di stare almeno in panchina, se non di essere titolari. E’ una bella situazione un po’ meno per me perché quale responsabile devo dire a uno o l’altro “oggi non sei col gruppo e devi andare in tribuna”, questo dispiace sempre. Ma preferisco avere questo tipo di problemi che altri.”

-E’ la prima volta da quando è a Lugano che si trova in una situazione del genere, con l’imbarazzo della scelta?

“Non è la prima volta ma effettivamente quello odierno è un ottimo segnale perché dimostra che siamo in buona forma e che tutti desiderano far parte del gruppo che sta ottenendo buoni risultati”

-Vi hanno dato fastidio questa settimana le dichiarazioni del capo degli arbitri Wermelinger che in sostanza ha affermato che il ricorso al VAR per il rigore a vostro favore a San Gallo non è stato opportuno?

“Mi ha dato fastidio. Si sarebbe potuto discutere dell’episodio tra addetti ai lavori e sarebbe stato un gesto migliore che sbandierare pubblicamente queste considerazioni su un penalty sacrosanto. Ci sia stato errore del VAR o meno di richiamare l’arbitro al monitor, credo che la tecnologia vada utilizzata in questo modo e in situazioni del genere. Il VAR è stato introdotto per rendere attento l’arbitro su qualcosa che non è funzionato. In altri paesi, vedi l’Italia, le regole sono queste e non capisco perché in Svizzera dobbiamo interpretarle in modo diverso. Anche noi ci saremmo potuti lamentare sia la scorsa stagione per due o tre episodi dubbi nell’area del portiere o quest’anno per altre situazioni, un paio delle quali non tanto tempo fa. Il signor Wermelinger avrebbe dovuto prendere posizione anche su questi casi e su altri che riguardano molte squadre. Il VAR dovrebbe intervenire per evitare errori e regolare la cosa. Poi sarà sempre l’arbitro ad avere l’ultima parola come stato il caso a Sion quando l’arbitro ha ribadito che non c’era fallo di mano in area vallesana. Abbiamo a disposizione una tecnologia cara (che impegna diversi arbitri) la si dovrebbe utilizzare al massimo. L’arbitro Bieri, che era al VAR a San Gallo, non deve scusarsi per aver chiamato al video il collega Fedayi. Non capisco perché noi avremmo dovuto uscire dal campo danneggiati quando il rigore c’era: tanto di cappello quindi all’arbitro che si è corretto. Questo per me è come dovrebbe funzionare il VAR, il minuto che si perde può essere recuperato a fine gare. Con l’interpretazione del capo degli arbitri svizzeri significherebbe che il Lugano avrebbe subito il danno e le beffe. Vi pare giusto quando il rigore era sacrosanto? Le regole della FIFA impongono l’intervento nei casi di errori specie in area; deve essere un aiuto per l’arbitro. A Milano nella partita di Coppa Inter-Milan, dopo 30 secondi il VAR è intervenuto e l’arbitro ha poi dato il rigore dell’ 1-1 ai nerazzurri.”

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