La consapevolezza di essere riusciti a conquistare un prezioso punto unita all'intenzione di non voler spremere gli elementi che, oggi come domani, possono fare la differenza. La conferenza stampa del post-Young Boys di mister Mattia Croci-Torti si concentra su diversi aspetti, dall'analisi della partita alle sensazioni sui singoli.
I NOVANTA MINUTI ALL'AIL ARENA
«Gli expected goals, migliori sulla carta per lo Young Boys, sono dovuti alle loro ripartenze fulminee e pericolose. La nostra difesa, è chiaro, poteva fare meglio con, tra l'altro, von Ballmoos che ha subito un gol da infortunato. Oltre a ciò, c'è stata un'altra dinamica da sottolineare, l'uscita di Steffen che ha fatto perdere qualche certezza alla squadra. Alla fine, David non giocava più con il destro e forse dovevo farlo uscire prima. Non volevo però perdere uno "slot" nelle sostituzioni. Quando una squadra perde due leader cosi, è facile andare a fondo. Invece, questo Lugano ha dimostrato di volerla recuperare. Mi fa estremamente piacere, perché davanti a noi avevamo un avversario tosto che riesce a portare il pallone sempre verso l'avanti. Secondo me, il pareggio è giusto, anche se negli ultimi quindici minuti del primo tempo non abbiamo fatto bene».
LA PREPARAZIONE ALLA SFIDA
«Abbiamo preparato la sfida con Steffen in grado di mettere in difficoltà gli avversari. Infatti, nei primi venti minuti, è quel che è accaduto. Loris Benito faceva fatica a contenerlo e noi avevamo spazi sui nostri quinti. Era, insomma, la partiita che volevamo fare. Nella ripresa, abbiamo però reagito, cambiando più volte modo di giocare. Ci sono degli incontri dove è facile lasciarsi andare. Non ci voleva perdere due leader, ma la squadra ha dimostrato la sua forza ed è questo che mi porto a casa questa sera. Porprio come la mentalità avuta, a partire dalla calma di Ezgjan Alioski e dalla presenza in area di Albian Ajeti, capace di liberare sulle fasce i vari Moncada e Pihlström».
DECISIVO L'APPORTO DEL PUBBLICO
«È stata una partita a scacchi, dove è stato un peccato aver concesso quel gol di troppo. Il tutto esaurito dello stadio ci ha però spinto a non voler perdere l'incontro e a dare sempre segnali positivi. Non abbiamo pareggiato per caso. Dal 65' in poi, il Lugano ha ripreso in mano la partita, piacendomi tantissimo. I ragazzi sono stati bravissimi a trascinare il pubblico, compiere recuperi difensivi contro un avversario che con tanto campo a disposizione è difficilmente frenabile. Sapevamo che non potevamo vincere tutte le partite. Però, sappiamo di avere una squadra che vuole sempre migliorare».
L'OPERAZIONE DI MERCATO AJETI
«Quando abbiamo ingaggiato Albian, eravamo coscienti del fatto che era un giocatore tutt'altro che in forma, visto che era stato praticamente messo fuori rosa dal Basilea. Con lui ci siamo però garantiti l'attaccante che nei sedici metri ci mancava. Non ha ancora la condizione per pressare come facciamo noi. Ma con la pausa di tre settimane, avrà a disposizione una nuova preparazione».
I PROSSIMI PASSI
«Gli infortuni che hanno caratterizzato la prima parte di stagione riguardavano i terzini. Poi, quello di Kevin Berens ci ha un po' destabilizzato. Ora, dobbiamo sperare che Dereck Moncada e Hannes Delcroix (che voleranno oltre Oceano per quattro gare con Honduras e Haiti) non tornino troppo affaticati. Per il nostro calcio offensivo occorrono degli interpreti ideali. E, in questo senso, devo solamente abbracciare un ragazzo come Bekhruz Karimov, la cui attitudine è incredibile sin dal primo istante in cui ha messo piede nel nostro spogliatoio».

Men's First Team12 settembre 2026