"Loro bravi e cinici noi imprecisi"

“Loro bravi e cinici noi imprecisi”

A nemmeno un mese di distanza lo Young Boys è tornato a imporsi a Cornaredo. Due a zero il 20 gennaio e 3-1 in una domenica baciata dal sole. Se la prima vittoria era arrivata nella ripresa, quella odierna è stata conquistata nella prima parte. Al 17′ i bianconeri erano già sotto di due reti. Nel dopo partita al tecnico Maurizio Jacobacci (TiPress) è stato chiesto se il fatto di schierare inizialmente  un centrocampista in più non sia stato in contraddizione con il coraggioso messaggio lanciato venerdì di voler compiere l’impresa?

“Lo schieramento non ha nulla a che vedere con il coraggio: è l’atteggiamento dei giocatori che fa la differenza. Che poi vengano schierati un solo attaccante o cinque punte  non significa nulla anche perché contro una squadra come l’YB non puoi lasciare spazi  alle ripartenze in velocità. Abbiamo preso un rigore dopo pochi minuti per un episodio dubbio: se riguardate le immagini Oss prende il pallone mentre Daprelà non tocca assolutamente piedi o gambe di Elia. Al massimo potrebbe esserci stato un leggero tocco sulla spalla non tale però da giustificare un penalty. Se fossero andati al VAR forse la decisione sarebbe stata diversa. In ogni modo loro si sono trovati in vantaggio alla prima azione offensiva. Poco più tardi Custodio è scivolato a metà campo, l’YB è ripartito, la palla è stata riconquistata da Facchinetti ma l’abbiamo subito ripersa ed è arrivato il secondo gol. La differenza tra le due squadre si è vista lì: loro nelle prime due apparizioni in area hanno segnato due gol. Noi abbiamo avuto un’occasione eccezionale al 27′ con Macek solo davanti al portiere e gli abbiamo buttato la palla addosso. Le qualità individuali hanno fatto la differenza. Poi al 45′ abbiamo preso una rete da quasi 40 metri e si poteva sicuramente far meglio. Fossimo rientrati negli spogliatoio sul 2-0 avremmo potuto sistemare due o tre cose e nel secondo tempo si sarebbe potuto dire la nostra. Avete visto che c’è stata subito la rete di Gerndt e poi una ghiotta palla-gol di Lungoyi sul cui tiro von Ballmoos  ha compiuto un miracolo salvando la sua squadra. Fossimo andati sul 2-3 a più di venti minuti dalla fine la partita si sarebbe riaperta. Ciò detto va ammesso che le qualità in campo sono apparse evidenti, l’YB è chiaramente superiore a noi e la loro vittoria non si discute.

-Come mai hai scelto Macek in un ruolo che non è propriamente il suo, affiancandolo a Abubakar?

“Volevamo giocare  in modo diverso dal solito con quattro centrocampisti che formavano un quadrato. L’intenzione era di aver densità nella zona nevralgica per mettere in difficoltà Lauper ed Aebischer. La palla avrebbe dovuto passare centralmente e non sulle fasce, dove loro ci chiudevano, ma non siamo stati bravi a farlo ed abbiamo sbagliato troppi passaggi facili. Con Custodio e Sabbatini davanti alla difesa e Lovric-Macek più avanti avremmo dovuto avere la meglio a centrocampo, invece abbiamo perso troppi palloni. Non siamo stati sconfitti per questo, sia chiaro, ma perché l’YB ha molta più qualità di noi. Davanti alla porta o si procurano il rigore o segnano; anche il secondo gol non è stata un’azione trascendentale ma hanno sfruttato l’attimo.”

-Quanto ha inciso il rigore sulla partita?

“Andare sotto dopo 9′, quando fino a quel momento l’YB non si era visto, fa male. Nsamè ha fatto una buona giocata nei sedici metri ma ripeto per me non c’era rigore, lui non ha preso la palla, tutto qui.”

-Al di là degli uomini, sentivamo molti incitamenti dalla panchina ad osare e non aver paura: è mancato qualcosa nell’atteggiamento?

“Dopo il doppio svantaggio il mio assistente Croci Torti voleva forse far capire di non scoraggiarsi, ma non è che noi si abbia avuto timore di giocare contro i campioni svizzeri. E’ che ci si è trovati sotto di due gol senza che loro ci abbiamo schiacciato o costruito azioni pericolose. Li abbiamo quindi incitati a continuare a giocare,  era per far gioco che avevamo messo densità a centrocampo”.

-Hai detto che in settimana avete lavorato per una certa tattica ma non ha funzionato, come mai?

“Per la bravura degli avversari. Ci vuole maggiore qualità tecnica nel passaggio, se dopo due o tre tocchi perdiamo la palla è difficile costruire azioni incisive o arrivare nell’area avversaria. Dovevamo essere più precisi negli appoggi e non chiudersi sulle fasce ma cercare le vie centrali per evitare il loro pressing. Se ti sposti sulle fasce finisci per farti bloccare. “

-Conosciamo Baumann da qualche anno e ci sembra che gli errori che commette siano sempre dovuti a una sua idea di dover fare a tutti i costi  la parata spettacolare. Non si riesce a correggerlo nel senso che, ad esempio sul tiro del terzo gol, non c’era bisogno di tuffarsi, ma sarebbe bastata una parata semplice?

“Non ho rivisto quell’azione e non vorrei esprimermi a caldo. Avrà avuto i suoi motivi se si è tuffato. Bisogna anche vedere se la palla sia stata deviata o meno. Non posso giudicare: se non c’è stata deviazione è evidente che da quella distanza il portiere deve far meglio. In varie partite comunque Noam ci ha salvato, è il suo modo di essere e di fare come portiere”.

-Per parlare di un altro singolo, Sabbatini è parso un po’ in difficoltà, è forse un po’ stanco?

” Non dimentichiamo Jonathan ha alle spalle una quarantena e un infortunio. Ora è più continuo negli allenamenti e nelle partite e ci può stare che accusi un po’ di stanchezza, è anche per questo che l’ho sostituito a metà tempo in vista delle partite con Servette e Lucerna.”

-Con il Vaduz, a differenza di quanto avreste voluto fare oggi, intendevate giocare molto sulle fasce con due punte alte ed esterne. Come mai in nessuna delle due partite le varianti tattiche previste hanno funzionato. I giocatori non capiscono?

“Loro hanno capito, sono stati bravi i giocatori dell’YB a comprendere come metterci in difficoltà. Ripeto hanno qualità molto importanti, altrimenti non dominerebbero il campionato da quattro anni, a centrocampo c’è gente che ha un’intelligenza calcistica fuori dal comune e ci hanno impedito di fare il nostro gioco. Forse avremmo dovuto insistere maggiormente. I ragazzi mi sono comunque piaciuti nel secondo tempo perché una squadra che è sotto di tre gol dopo 45′ può lasciarsi andare, invece ho visto una buona reazione, hanno cercato di mettere in difficoltà l’YB. Se fosse arrivato il gol di Lungoyi a 20′ dalla fine avremmo messo ulteriore pressione, non dico che sarebbe arrivato il pareggio, ma certamente loro avrebbero dovuto sudare di più. Si è anche visto che se c’è da sparare una palla in tribuna i difensori campioni svizzeri non ci pensano due volte, noi sulla loro seconda rete non siamo stati capaci di liberare con decisione la nostra area.”

-La gestione dei cartellini gialli da parte dell’arbitro ti è piaciuta?

“Avete visto tutti quello che è successo. Le trattenute al corpo e alla maglia commesse da Lauper, Aebischer e Lefort sono state sì fischiate ma mai sanzionate con il cartellino. Un giallo ai difensori o centrocampisti incide sul resto della partita, non possono infatti più giocare con la stessa scaltrezza e durezza perché rischiano l’espulsione. Noi al contrario su un’entrata di Covilo abbiamo preso subito il cartellino, anzi ne abbiamo presi due: infatti anche Macek è stato ammonito perché protestava per i mancati interventi disciplinari precedenti verso i giocatori dell’YB. Il primo ammonimento contro un bernese è arrivato solo alla fine. Sia chiaro non è per la gestione delle ammonizioni che abbiamo perso la partita, ma per i motivi detti in precedenza. L’YB è una squadra cinica che sfrutta la minima occasione, noi non l’abbiamo fatto. “

-Abubacar ha spaziato su tutto il versante offensivo, ma era forse troppo solo. Con il senno di poi nel primo tempo gli affiancheresti una punta o lasceresti ancora Macek?

“Non so se un secondo attaccante avrebbe potuto fornire il contributo richiesto in fase offensiva anche perché avrebbe dovuto lavorare  molto anche nel contenimento. Quindi si sarebbe potuto trovare nella stessa situazione di Macek. Lui e Lovric avrebbero dovuto assecondare maggiormente Abubakar, era quella l’intenzione quando eravamo in fase di possesso. Dovevano ricevere palla da Custodio e Sabbatini per partire in avanti e mettere in difficoltà i due centrali bernesi, attraverso scambi con la punta o con gli esterni.”

-Parlando di Lungoyi: dopo  alcune prestazioni dove era stato criticato, oggi è sembrato essere in campo con un atteggiamento più positivo, cercando di aiutare la squadra anche in fase difensiva.

” Christopher ha fatto cose egregie, si è messo in mostra con dribbling importanti saltando anche due o tre uomini. In un paio di occasioni non gli è stato fischiato un fallo. Ha fatto di più anche in copertura, deve capire che questa fase è importante senza bisogno di essere sempre richiamato dalla panchina. E’ importante che continui a lavorare, si vede che le qualità in attacco le ha, salta l’uomo con facilità, l’importante è che ogni tanti giochi anche la palla ai compagni”.

Altri articoli

Prima Squadra
Lugano-Young Boys (0-3)
Lugano-Young Boys 1-3 (0-3)
Prima Squadra
"Loro bravi e cinici noi imprecisi" 2
Prosegue il dominio bernese