In occasione della Giornata Internazionale della Lingue dei Segni, il FC Lugano e l’Associazione frequenzeLIS presentano il progetto Nome-Segno, un’iniziativa dedicata alla Prima squadra maschile e sviluppata con l’obiettivo di avvicinare il mondo del calcio alla comunità sorda e favorire una maggiore conoscenza della Lingua dei Segni e della cultura sorda.
Il progetto ha preso il via lo scorso giugno, durante il ritiro estivo della Prima squadra a Caslano. Una delegazione della comunità sorda ha assistito a una seduta di allenamento dei Bianconeri e, osservando da vicino i calciatori e l’allenatore Mattia Croci-Torti, ha attribuito a ciascuno di loro un Nome-Segno.
Il Nome-Segno è un nome personale in Lingua dei Segni e viene attribuito esclusivamente da persone sorde sulla base di una caratteristica riconoscibile della persona, come un tratto fisico, un modo di fare o una particolare passione. All’interno della cultura sorda permette di identificare una persona in maniera naturale e immediata e rappresenta un importante elemento linguistico e culturale.
Il progetto ha avuto un primo sviluppo pubblico lo scorso fine settimana, in occasione della partita di Brack Super League tra Lausanne-Sport e FC Lugano. Sui canali social del Club, la formazione bianconera è stata annunciata attraverso un contenuto realizzato insieme ai calciatori, chiamati a presentarsi utilizzando il Nome-Segno ricevuto durante l’incontro di Caslano.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che il FC Lugano e frequenzeLIS stanno sviluppando insieme sul tema dell’accessibilità. Dalla scorsa stagione, le conferenze stampa del Club sono accessibili attraverso il servizio di interpretariato in LIS, mentre in occasione dell’apertura della AIL Arena sono state organizzate visite guidate in Lingua dei Segni. La collaborazione proseguirà attraverso ulteriori progetti attualmente in fase di sviluppo.
Vanessa Berti, Corporate Sustainability Manager del FC Lugano, sottolinea come il progetto si inserisca in una collaborazione avviata ormai da circa un anno: «Il lavoro con frequenzeLIS rappresenta un tassello importante nel percorso di sostenibilità del Club e, in particolare, sul fronte dell’inclusione. L’obiettivo è fare in modo che anche la comunità sorda si senta parte integrante della comunità bianconera». Un percorso che passa anche dalla sensibilizzazione: «Siamo orgogliosi di essere tra i primi Club in Svizzera a sviluppare un progetto di questo tipo nell’ambito dell’accessibilità linguistica. Per i giocatori è stata anche un’occasione per conoscere più da vicino una realtà nuova e scoprire il significato del proprio Nome-Segno».
Sara Vaccaro, Coordinatrice e Interprete LIS dell’Associazione frequenzeLIS, sottolinea il ruolo che una realtà sportiva radicata sul territorio può avere in questo percorso: « FC Lugano rappresenta sul territorio un importante attore a livello sportivo. La nostra collaborazione, l’impegno e l'attenzione del Club verso l'accessibilità e, quindi, verso le necessità della comunità sorda, lo rendono promotore di un cambiamento e di un modello di accessibilità creato e condiviso con un'associazione del territorio».
Il percorso portato avanti dalle due realtà punta a rendere progressivamente più accessibili i diversi ambiti dell’esperienza legata al Club, dalla comunicazione agli eventi, passando per i servizi e le occasioni di partecipazione, contribuendo allo stesso tempo a promuovere una maggiore sensibilità verso questi temi nel contesto sportivo ticinese.
LA SORDITÀ IN SVIZZERA
In Svizzera vivono circa 20’000–30’000 persone sorde, quasi tutte utilizzatrici della lingua dei segni nella vita quotidiana. A queste si aggiunge circa un milione di persone deboli d’udito, numeri che sottolineano l’importanza di sviluppare strumenti e servizi sempre più accessibili.
