“Devo tener conto di impegni e infortuni”
E’ quasi impossibile che il Lugano fallisca l’appuntamento con il #greenmatch. Anche quest’anno (e fanno otto su otto) la squadra ha ottenuto a Cornaredo una vittoria sofferta quanto importante. Le discussioni nel dopo partita riguardano la formazione iniziale (senza una punta centrale di ruolo) e l’entrata in campo solo nella seconda parte di elementi decisivi come Steffen e Przybylko, ambedue reduci da infortunio.
Non possiamo perdere giocatori
La spiegazione di Croci-Torti è lineare. “L’anno scorso proprio in una partita come quella odierna, mi pare contro lo Zurigo, avevo fatto entrare Aliseda che arrivava da un lungo infortunio e che si era di nuovo fatto male mancandoci poi per due mesi. Devo essere bravo e intelligente a non forzare determinate situazioni e a gestire meglio i reduci da problemi fisici dando fiducia agli altri. Dobbiamo cercare di non perdere giocatori specie alla vigilia delle sei partite di Conference League. Abbiamo cercato di gestire gli infortunati come dovevamo rendendoci conto che qualcosa a livello di energia ci viene a mancare. Ma non dimentichiamo che settimana scorsa avevamo disputato il recupero sul sintetico di Losanna che qualche strascico l’ha lasciato sui muscoli e a livello mentale”.
Bene tutti i subentranti
-La differenza con Sion è stata la presenza di Steffen, basta un uomo per ribaltare e vincere gare ostiche del genere?
“Anche Mahou (foto sotto) ha dato subito un bell’impulso alla squadra, largo a sinistra ha superato due volte l’uomo cosa che nel primo tempo non ci era riuscita. Con Przybylko abbiamo dato profondità alla manovra. Se guardiamo il gol è perché loro si sono0 concentrati su Kacper e su Belhadj che si era buratto dentro. Renato ha fatto il suo e Zanotti ha dato il turbo alla squadra. Sapevamo prima del match che i giocatori più offensivi in panchina, ma dobbiamo valutare bene le situazioni e ripensare a quanto è successo l’anno scorso.”
Soluzioni offensive cercasi
-Il tema è sempre l’attaccante che manca e che con l’inserimento di Przybylko e Steffen hai potuto cambiare volto alla partita. In fondo è semplice?
“Voi mi conoscete ormai da tre anni come allenatore e sapete quanto mi piaccia far giocare elementi tra le linee. Però abbiamo anche sempre bisogno dio un punto di riferimento ciò che per anni è stato Celar. Un uomo che non sia spostava mai sull’esterno e che rimaneva lì dando la possibilità ai compagni di aggredire la difesa avversaria. Senza un riferimento facciamo un po’ fatica, é la realtà del momento perché non riusciamo a trovare altre soluzioni. Nel primo tempo abbiamo anche provato col tiro da lontano, inoltre sulle palle ferme siamo carenti rispetto ad altre squadre, dobbiamo cambiare registro e diventare più pericolosi. Ma se, come è successo settimana scorsa, devi schierare contemporaneamente Bottani, Dos Santos, Marques, Aliseda e Zanotti e tutti gli altri “piccoletti” è difficile fare male sfruttando i cross alti.”
Perso troppi duelli
-Il primo tempo è stato complicato, loro vi lasciavano invano giocare, ma cosa vi manca: fantasia, mobilità? E’ parso che i subentranti abbiano dato più energia…
“Quando subentri sei più fresco degli altri e l’energia si vede. Nei primi 45 minuti sono mancati gli uno-due offensivi. Abbiamo perso i duelli ogni volta che siamo andati a puntare l’uomo e sono quei duelli che ti permetterebbero di rompere l’equilibrio. Lekaj su Aliseda e dall’altra parte Schättlin su Marques hanno vinto i duelli decisivi non permettendoci di creare superiorità numerica. Lo stesso è successo al centro con Bislimi. Non siamo mai riusciti a saltare l’uomo, non è quindi un problema di organizzazione ma di fantasia e di qualità. Vedasi cosa ha fatto Mahou nella ripresa e lo stesso Cimignani quando ho invertito la posizione con Aliseda. Il Winterthur ha fatto un’eccellente partita nel chiudere tutte le linee di passaggio nel primo tempo. Non siamo riusciti a essere pericolosi sulle fasce con i terzini Marques e Zach.”
La duttilità di Doumbia
-Doumbia è partito dietro poi si è spostato a centrocampo. Cos’è cambiato?
“Il loro modo di difendere. Hanno iniziato con una sola punta poi Frei si è alzato e si sono messi col 4-4-2. Doumbia ha la capacità di potersi adattare, ha giocato davanti alla difesa e poi quando ho tentato il tutto per tutto con il 3-4-3 è tornato laterale. E’ una fortuna avere a disposizione un ragazzo così umile che sa che non lo sposto per mancargli di rispetto ma perché possa aiutare la squadra.”
11 punti in più dell’YB
-Undici punti in più dell’YB cosa vogliono dire?
“Sono tanti però commetteremmo un grosso errore a guardare i campioni svizzeri dimenticando quello che stanno facendo squadre come Lucerna e Zurigo. Non focalizzarci su quello che sta succedendo in vetta sarebbe un grave sbaglio. Due anni fa in un’intervista dissi che avremmo dovuto essere bravi a cercare di essere lì se qualcuna delle big avesse sbagliato. E settimana prossima c’è lo scontro diretto tra Basilea e Young Boys. Non dobbiamo guardare queste squadre ma cercare di fare ilc maggior numero possibile di punti in casa. Oggi alla squadra ho fatto una teoria di 11 secondi: ho solo mostrato la data dell’ultima nostra vittoria a Cornaredo e ho detto che le squadre vere i campionati li vincono in casa. Dovevamo dare una svolta dopo il pareggio col San Gallo e la sconfitta contro il Lucerna.”
Non posso sfiancare i soliti
-Nel primo tempo alcuni giocatori che non sono ancora titolari e che devono guadagnarsi un ruolo più importante ti hanno un po’ deluso?
“Mi aspettavamo che andavamo in vantaggio ma in campo c’è anche un avversario e già prima della partita avevo detto che per me quest’anno è molto importante cercare di gestire la rosa in maniera differente dal passato. Non voglio più arrivare alla terza partita in una settimana con tutti i titolari stanchi. Le rotazioni partono quindi già dal primo dei tre impegni. Dobbiamo riuscire a essere concentrati in tutti i match. Se avessi schierato oggi dall’inizio tutti i big che arrivavano da un infortunio, rischiavamo giovedì in Europa o domenica a Zurigo di scendere in campo senza l’energia necessaria, quella che ha fatto la differenza contro il Winterthur. Dunque cerchiamo di gestire al meglio le forze e per ora i frutti si vedono. Siamo lì con tutti gli obiettivi a portata di mano ed è giusto dare fiducia a tutto il gruppo nonostante che nelle gerarchie ci sia ovviamente qualcuno che è davanti agli altri”.
Marques deve migliorare
-L’evoluzione di Marques si è un po’ interrotta?
“Non si è interrotta, nella carriera di un giovane giocatore c’è sempre una seconda fase. Tu non sei più una sorpresa e gli avversari conoscono i tuoi movimenti, sanno che cerchi sempre l’esterno e che sulle palle filtranti difensive hai qualche difficoltà. Martin è nel momento in cui deve migliorare determinati aspetti ma il potenziale pè grande, è presente e non ho particolare timori,. Sono quelle fasi che capitano e che ho visto in tanti elementi che adesso fanno bene. E’ accaduto anche a Bislimi: era partito bene e poi ha avuto quella fase e lo stesso dicasi per Belhadj. Quando riesci a capire quali siano i tuoi limiti ed andare oltre diventi un giocatore ancora più forte.”
Pochi hanno la fame di Steffen
-A proposito di giocatori forti Steffen è il più decisivo che giochi in Svizzera?
“Renato col suo carattere è in grado di cambiare il volto alla squadra con l’energia e la voglia di vincere che ci mette. Come ho sempre detto siamo contenti di averlo con noi: è un giocatore che fa parte nei un gruppo forte che ha altre caratteristiche. Lui ha una fame di vincere che in tanti in Svizzera non hanno”.
Il peso delle trasferte
-Ora sarete lontani da Cornaredo ancora per un mese: è tanto?
“Mi pare che in casa non giochiamo mai. Gli aspetti pesanti di tutte queste trasferte sono due: l’alternarsi di partite su terreno sintetico (uno diverso dall’altro) ed erba naturale che causa qualche infortunio di troppo. Poi i viaggi che disturbano perché, oltre ad allenarci poco, non siamo mai in casa a curarci adeguatamente. Ma non dobbiamo cercare scuse, magari a Thun in Europa riusciremo a mettere in difficoltà qualche avversario, non certo l’Helsinki che è abituato a giocare sul sintetico.”
Squadra sul pezzo
-Siete in testa alla classifica a fine settembre e non era certo scontato
“Il grande successo di questa stagione è la gestione e i risultati. L’anno scorso, dopo le partite con l’Union St. Gillois, in campionato eravamo già a 9 punti dalla prima. Ora è diverso e siamo ancora in Coppa svizzera e ci teniamo molto. Tutti e tre gli obiettivi sono a nostra portata. La squadra è sul pezzo e si sentono tutti integrati, questo è fondamentale.”
Arbitro e assistenti
-L’arbitro signora Grundbacher ha diretto un po’ all’inglese, tu sei stato ammonito. Non eri sempre d’accordo con il suo arbitraggio?
“Non tanto sulla direzione di gara ma sulla comunicazione con gli assistenti. Per ben due volte ho sentito il collaboratore dare un’indicazione e l’arbitro ha deciso altrimenti. Ho semplicemente detto: se non avete fiducia tra di voi come fate ad arbitrare una partita? Ho un po’ esagerato e ho sbagliato, sono giustamente stato ammonito. Ma la deviazione di Di Giusto su tiro di Bislimi mi sembrava che l’avessero vista tutti i 4’200 di Cornaredo e solo l’arbitra non l’ha vista”.
Soddisfatto per me e Gianinazzi
-Ti avrebbe dato fastidio lasciare solo il Lugano dell’hockey in testa alla classifica?
“Ieri mi sono detto che sarebbe stato bello se avessimo vinto ambedue e occupato il primo posto in classifica. E’ una segnale a tutto il Ticino che anche qui si può fare qualcosa di bello. Sono contento per l’HC Lugano, sapete che tifo per un’altra squadra, ma sostengo sempre le squadre ticinesi negli sport d’élite nazionali. Per me e per Gianinazzi deve essere uno stimolo così come per coloro che ci sostengono. E’ peccato che con due squadre prime in classifica non ci siano gli stadi pieni. Più gente c’è più è migliore è l’ambiente e lo spettacolo. Avete visto l’entusiasmo della tribuna nord di Cornaredo dopo la partita, sarebbe bello che contagiasse anche gli altri settori dello stadio.”
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