Celestini: alla pausa ho dovuto gridare

Celestini: alla pausa ho dovuto gridare

Finisce con i 27 mila dello Stade de Suisse in piedi a festeggiare i campionati svizzeri. C’è anche una folta pattuglia di tifosi bianconeri che inneggiano a Sabbatini e compagni. I commenti del dopo partita sono abbastanza concordi nel ritenere equo il pareggio tra YB e Lugano. Il tecnico dei gialloneri Seoane elogia la squadra ticinese per il gioco veloce, propositivo e lo spirito che mette sempre in campo. Dal canto suo Fabio Celestini sottolinea che dopo due sconfitte immeritate contro i campioni, finalmente si è riusciti a conquistare un punto. “Dopo il vantaggio con Junior ci siamo un po’ seduti, non ci mettevamo più rabbia per conquistare la palla e lasciavamo troppa iniziativa agli avversari. Ad immagine di quanto è avvenuto negli ultimi dieci minuti prima della pausa, quando sembrava che stessimo solo aspettando la loro rete, che infatti è arrivata. Negli spogliatoi mi sono arrabbiato, non mi succede spesso.  La squadra deve capire che sta sbagliando la rotta e gli errori non c’entrano: ho detto che perdere a Berna ci può anche stare ma che l’attitudine doveva essere  diversa. Dovevamo lottare su ogni pallone e in effetti dalla ripresa del gioco ho visto i ragazzi molto più decisi, con la voglia di conquistare palla e andare a far male. Non ci stavamo a perdere e il calcio ci ha premiato”.

-Nel finale con tutto il pubblico a incitare l’YB hai avuto paura?

“Bè da una squadra che ha vinto una ventina di partite segnando attorno al novantesimo c’è sempre da aspettarsi il colpo di coda. Ma anche loro si devono essere messi paura perché Bottani è partito due o tre volte in contropiede e avremmo potuto anche vincerla. Quindi avevo sentimenti contrastanti.”

-Continui a essere critico sulla formula che prevede lo spareggio salvezza?

“Noi siamo al nono risultato utile consecutivo e quindi potrei anche non lamentarmi della formula del campionato che mette anche la penultima in condizione difficile (spareggio). Ma in un torneo a dieci questo è molto pericoloso, a quattro giornate dal termine ci sono squadre che potrebbero giocare in Europa ma anche sfidare la seconda di Challenge Lague e non è una cosa normale. Ripeto noi facciamo il nostro, eravamo a gennaio a più 6 sullo Xamax, penultimo e ora abbiamo 5 punti di vantaggio più una differenza reti nettamente a nostro favore. Se lo Xamax è la rivelazione del ritorno con i suoi 20 punti, noi non siamo da meno con 19. Ci siamo dati la possibilità di sognare e sono le altre squadre ora a doversi preoccupare”.

-Sei contento o arrabbiato del punto ottenuto a Berna?

“Il punto va benissimo. Se pareggi allo Stade de Suisse sei contento e torni a casa. Alcune cose non mi sono piaciute, specie nel primo tempo. Ma la reazione poi c’è stata e rimontare non era facile, specialmente in questo ambiente”.

-Che meriti ti prendi dell’esplosione di Junior?

“E’ un giocatore che, come gli altri, dopo la sconfitta iniziale con il Thun, ha intrapreso un percorso per comprendere cosa significhi essere una squadra competitiva. Non ho mai cercato scuse e non le sopporto. Ci siamo quindi dati tutti una mossa, scendiamo in campo ogni domenica con entusiasmo, per giocare con voglia, piacere, fiducia  e coraggio, lottando anche per il compagno. Poi evidentemente ci sono giocatori di qualità e Junior è uno di questi. Ha capito il messaggio, ha qualcosina in più, sta segnando con regolarità e difende pure. Nessun attaccante oggi può evitare di fornire il suo contributo in copertura, solo Messi e Ronaldo sono esonerati, ma segnano 60 reti all’anno.”

-Le prossime due partite sono come due finali, si accontenterebbe di 4 punti?

“Pensiamo alla prossima, il Lucerna in casa. A Cornaredo abbiamo fatto tanti pareggi e alcune battute d’arresto. Vorremo dare al nostro pubblico le stesse sensazioni date contro lo Zurigo, è stata una serata bellissima e desidereremmo ripeterla. Sperando di poter continuare a sognare e di regalare emozioni ai nostri tifosi anche nelle ultime due partite casalinghe.”

-Come giudichi la prima di Sadiku è parso un po’ macchinoso.

“Se mi ascoltaste sapreste che ho ritenuto miracoloso il suo recupero dopo il grave infortunio (rottura del crociato), dopo sei mesi aveva già giocato sette o otto partite. Ma poi c’è sempre un contraccolpo e sapevo che Armando deve essere gestito. Una gara sul sintetico è ancora più difficile, in altre situazioni si sentirà meglio, è lo scotto da pagare a tutti i mesi di assenza dai terreni. Oggi poi non abbiamo tenuto palla per 35′ e se a un uomo d’area com’è lui non fornisci palloni è difficile chiedergli tiri e gol. Però ha lottato come un leone, l’ho visto difendere nella nostra area e questo è un bel segnale per tutta la squadra.”

Foto: Freshfocus

 

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